Agenzia Badanti Genova Molassana

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Molassana è un quartiere genovese della val Bisagno. Fu comune autonomo fino al 1926, quando insieme ad altri diciotto comuni del genovesato fu inglobato nel comune di Genova per costituire la cosiddetta Grande Genova, di cui divenne una “circoscrizione”.

Nella nuova ripartizione in vigore dal 2005 fa parte del Municipio IV Valbisagno, insieme ai quartieri di Struppa e Staglieno. Il nome della località deriva da “Mollicciana”, vulgata per terra mollis, per indicare il terreno umido e paludoso, talvolta franoso ma anche molto fertile, della valle del Geirato.

Il toponimo “Mollicciana” compare in documenti medioevali e a quell’epoca era riferito anche alla porzione più a monte della val Bisagno, che in seguito avrebbe preso la denominazione di Struppa.

La zona di Molassana per secoli ha costituito un’unica entità amministrativa con la vicina Struppa.

Intorno all’anno mille i borghi rurali allora compresi nelle due circoscrizioni facevano parte di una vasta tenuta vescovile, in pratica un vero e proprio feudo ecclesiastico, chiamata “Isola del Vescovo”; questa tenuta, unico possedimento vescovile nell’entroterra di Genova, a partire dal XIII secolo passò in gran parte alla potente famiglia dei Fieschi, contrastati dalla Repubblica di Genova che intendeva limitare la loro influenza.

Nel XV secolo Molassana e Struppa divennero entità amministrative distinte, per ritrovarsi poi entrambe inglobate nel comune di Genova nel 1926.

A Molassana rimase la conca formata dalla valle del Geirato, con i suoi piccoli borghi, centri di via sulla strada per Creto e la Valle Scrivia da una parte e la Crociera di Pino e la Val Polcevera dall’altra.

Capoluogo divenne il nucleo di case vicino alla chiesa di Santa Maria Assunta, citata nel registro arcivescovile del 1143, ma certamente più antica, nella quale erano conservate lapidi sepolcrali di epoca imperiale.

Molassana per la sua posizione fu per secoli un importante nodo viario, in cui convergevano le strade provenienti da Genova, dal levante (attraverso Bavari), dalla valle Scrivia (attraverso il valico di Creto), dalla Val Polcevera (attraverso la Crociera di Pino), dall’alta val Bisagno e dalla Val Trebbia.

All’inizio dell’Ottocento l’antica rete viaria divenne insufficiente per le nuove esigenze portate dalla nascente industrializzazione: a partire dal periodo napoleonico, e soprattutto dopo l’annessione della Repubblica Ligure al regno sabaudo fu avviata la costruzione di nuove strade.

Nel 1809 iniziò la costruzione della strada nazionale da Genova a Piacenza, completata solo nel 1870. La località Olmo, nella piana alla confluenza del Geirato nel Bisagno, che si trovava sul percorso della nuova arteria, iniziò a svilupparsi intorno alla stazione di posta, divenendo in breve il centro più popoloso del comune e luogo d’incontro degli abitanti dei vari borghi collinari, finendo con il superare per importanza gli altri due nuclei storici, quello intorno alla chiesa dell’Assunta e quello di Pino, circostanza sancita dallo spostamento a valle della casa comunale.

Un episodio di cronaca della fine del Settecento racconta di un’incursione compiuta a Molassana durante una festa religiosa dalla banda del brigante Giuseppe Musso, soprannominato “o Diao” (il Diavolo). I banditi derubarono di denaro e gioielli i partecipanti ad una processione.

L’episodio ebbe localmente grande risonanza e rimase per molti anni nella memoria degli abitanti della zona. Nel 1926, il comune di Molassana, insieme ad altri 18 comuni del genovesato è stato accorpato al comune di Genova per costituire la cosiddetta Grande Genova.

Nel dopoguerra l’imponente espansione edilizia e l’insediamento di strutture commerciali e produttive hanno definitivamente cambiato il volto del quartiere, in particolare nelle aree di fondovalle.

L’area di Molassana è da tempi remoti legata, sul piano storico, alla città ed al suo porto. Il quartiere è infatti attraversato dall’antico acquedotto che riforniva Genova, prelevando l’acqua del Bisagno poco a monte di Prato, nella località detta appunto “La Presa” (nel comune di Bargagli).

L’acquedotto storico (che localmente era chiamato “o condûtu”) ricalca in gran parte il percorso di quello che fin dai tempi dell’antica Roma portava l’acqua in città da questo comprensorio, attingendo a sorgenti nella zona al confine tra le aree di Molassana e Struppa.

Nella zona di Molassana si trovano alcune strutture di questo acquedotto: quella più imponente e meglio conservata è il ponte-sifone sul torrente Geirato, ben visibile dal centro di Molassana, che con le sue 23 arcate in pietra per una lunghezza complessiva di 648 m trasportava l’acqua da Molassana alta a Pino Sottano.

I giardini pubblici intitolati a Giorgio Falco si trovano nei pressi del centro di Molassana, sulla sinistra orografica del torrente Geirato, tra largo Paolo Boccardo e Via Sertoli e sono luogo di aggregazione per la cittadinanza. I giardini, in cui si tengono spesso manifestazioni di quartiere, come mercati all’aperto e attività rivolte ai più piccoli, hanno sviluppo longitudinale e sono caratterizzati dalla presenza di diversi tipi di piante liguri, tra cui grandi tigli, pini marittimi, alloro, tassi.

Nei pressi dell’ingresso sud, sono visibili due tubi di marmo che facevano parte dell’acquedotto storico di Genova; vi è collocato anche il monumento ai Partigiani caduti nella Resistenza. I giardini pubblici “Maurizio Orengo” si trovano in Via Bernardini e sono intitolati al fondatore del gruppo scout di Molassana (Genova XX), a poche decine di metri dalla Cappelletta dell’Olmo.

Nell’ex circoscrizione di Molassana si trovano sette chiese cattoliche parrocchiali, tutte di antiche origini; quattro di queste appartengono al vicariato Medio – Alto Bisagno dell’arcidiocesi di Genova e tre (S. Eusebio, Montesignano e S. Gottardo) al vicariato Marassi – Staglieno.

In Via Salvador Allende, ha sede il Teatro dell’Ortica. Il Teatro, attivo dal 1996, opera nel settore della teatroterapia e del teatro sociale. Fra le attività, dal 2005 organizza, in collaborazione con l’Università di Genova, un corso biennale specialistico per Operatore Pedagogico Teatrale.

Il Gruppo scout AGESCI “Genova XX” ha sede nella la storica Cappelletta dell’Olmo di Via Elia Bernardini, e dal 1983 -anno della fondazione- si occupa di educare i bambini e i ragazzi molassanesi che ne fanno parte secondo gli ideali e i valori tipici dello scautismo.

Il quartiere è dotato di numerosi impianti sportivi, fra cui lo storico impianto polisportivo di Ca’ de Rissi (campo sportivo della società calcistica Sport Club Molassana Boero e dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Ca De Rissi), il complesso sportivo “Angelo Baiardo” di Montesignano (terreno di gioco della U.S. Angelo Baiardo) e il centro polisportivo di più recente edificazione della Sciorba, anch’esso nella zona di Montesignano.

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