Agenzia Badanti Genova Oregina

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Oregina è un quartiere di Genova, situato sulla collina soprastante la stazione di Genova Piazza Principe. Il quartiere, abitato sin dal XVI secolo, si è sviluppato in particolare a partire dalla fine del XIX secolo, mentre la parte a ponente che confina col Lagaccio è di epoca successiva.

Amministrativamente fa parte del Municipio I Centro Est. Secondo la tradizione, il nome del quartiere deriverebbe dall’invocazione “O Regina!”, riportata su un’immagine o una statua della Madonna collocata anticamente in cima alla collina, invocazione abitualmente ripetuta dai viandanti in segno di omaggio alla Vergine.

Col tempo tale locuzione, contratta in una sola parola, avrebbe finito per designare il luogo stesso dove si trovava l’immagine, nel quale in seguito sarebbe sorta la chiesetta della Nostra Signora di Loreto.

Il quartiere confina con quello del Lagaccio a sud-ovest, Rivarolo a nord-ovest, Staglieno a nord-est, Castelletto a est e Prè a sud. Più specificamente, a est il confine con il quartiere di Castelletto è costituito dall’asse di via Paleocapa e la parte iniziale di Via Napoli, Salita San Barnaba e via al Castellaccio. A sud ovest la parte conclusiva di via Napoli separa Oregina dal quartiere del Lagaccio. L’asse di salita della Provvidenza, e in particolare il muraglione a monte della stazione ferroviaria di Genova Principe, delimitano il quartiere a sud-est verso Prè. Un lungo tratto delle mura seicentesche che corrono sui crinali (Mura di Begato, Mura dello Sperone e Mura del Castellaccio) delimita il confine con i quartieri di Rivarolo e Staglieno, ma non esistono strade di collegamento carrabili dirette tra Oregina, la Val Polcevera e la Val Bisagno, pur essendo presenti vari sentieri nella collina.

La zona dell’attuale quartiere di Oregina, collocata all’esterno delle mura cittadine e inglobata nella cerchia difensiva nel Seicento, vide una prima urbanizzazione documentata nel XVI secolo. L’accesso alla collina era garantito dalla ripida crêuza, ancora oggi percorribile, di Salita Oregina, che partendo dalla porta di San Tommaso (piazza Principe) seguiva esternamente il recinto delle mura cinquecentesche giungendo al bastione del forte di San Giorgio, che dal 1818 ospita l’osservatorio meteorologico e astronomico della Marina. A partire dagli ultimi anni del XVI secolo, sulla sommità del colle fu costruita una cappella dedicata alla Madonna di Loreto, che intorno alla metà del secolo successivo fu inglobata in una grande chiesa con annesso un convento francescano. L’assetto urbanistico della zona, adibito prevalentemente all’agricoltura e all’allevamento, non ebbe a subire cambiamenti sostanziali sino alla metà dell’XIX secolo. Nel 1857 la chiesa di Nostra Signora della Provvidenza fu ampliata con la messa in opera di un conservatorio.

Un importante evento storico, dal significato altamente simbolico per il Risorgimento italiano, ebbe luogo in Oregina il 10 dicembre 1847, quando sul piazzale del santuario di Nostra Signora di Loreto fu pubblicamente eseguito per la prima volta nella storia l’inno d’Italia. Quel giorno, patrioti provenienti da ogni parte d’Italia convennero a Genova per partecipare a una manifestazione che intendeva commemorare il 101º anniversario della rivolta del 1746, conclusasi con la cacciata degli occupanti austriaci a seguito del celebre episodio del Balilla.

Nell’ottica dell’ampliamento urbanistico della città di Genova, il quartiere di Oregina fu interessato dalla messa in opera di Via Napoli, la principale arteria del quartiere lato monte. La strada fu tracciata alla fine del XIX secolo e ultimata, nei tratti delle odierne Via Bari e Via Bologna, all’inizio del secolo seguente. Nei primi anni del Novecento la zona era prevalentemente verdeggiante, e i prati intorno al santuario erano meta tradizionale di scampagnate festive. A ricordo di ciò resta il toponimo “via ai Prati d’Oregina”, una strada che si insinua tra gli edifici più recenti.

Nel quartiere di Oregina si trovano quattro chiese cattoliche parrocchiali, che fanno parte dell’omonimo vicariato dell’arcidiocesi di Genova. Tranne il santuario di N.S. di Loreto, che risale al Seicento, le altre chiese sono state costruite nel Novecento a seguito dell’espansione urbanistica.

L’edificio che ospita l’Istituto Idrografico della Marina fu costruito intorno al 1860 sui resti del forte San Giorgio, che era stato eretto dal governo sabaudo dopo l’annessione della Repubblica Ligure al Regno di Sardegna sull’omonimo bastione delle mura cinquecentesche.

Il forte, semidistrutto dagli insorti genovesi durante i moti del 1849, rimase in abbandono per alcuni anni fino alla decisione di realizzarvi un osservatorio astronomico, il cui progetto fu approvato nel 1859.

L’edificio, che incombe con le sue alte mura su salita Oregina, dal 1872, anno della sua fondazione, divenne sede dell’Ufficio Idrografico della Regia Marina, che nel 1899 avrebbe assunto la denominazione di Istituto Idrografico della Regia Marina.

L’istituto conserva una biblioteca composta di oltre 35000 volumi, su argomenti di carattere marinaro.

L’area dell’unità urbanistica di Oregina comprende tutta la parte a monte della valle del Lagaccio, contornata da un lungo tratto delle seicentesche “Mura Nuove”, che delimitano il quartiere verso la Val Polcevera e la Val Bisagno.

Questo tratto di mura comprende parte delle “Mura di Begato”, le “Mura dello Sperone” e parte delle “Mura del Castellaccio”, inglobando due delle principali fortezze del sistema difensivo genovese, il Forte Begato e il Forte Sperone, punto culminante della cinta muraria.


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Genova Oregina – Chiesa dei Santi Tommaso Apostolo e Leone

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